martedì 28 ottobre 2008

nebbiaAbanchi

Cala silenziosa la notte mentre la città ancora vive,dove il caos regna sovrano e tutto ancora si muove freneticamente.
Cala la nebbia , come un muro, impietoso e imperioso.
Calano le temperature.
Cala la pioggia.
E' un continuo mandar giù.
Da qui la frase "nun tu calà tu che mi cal'io" che può sembrare arabo ma se prononciata con accento partenopeo prende tutto un altro significato.
Sono felice, sono sereno.Se non fosse per questi banchi di nebbia ...è brutto incontrarli così, inaspettati e improvvisi, pronti a dissolversi cosi come sono arrivati.
Sono stufo del lavoro, non riesco a sentirmi realizzato , non per quello che faccio ma per il clima e il contesto in cui sono costretto a convivere.Mi viene l'ansia al solo pensiero.
Già, i pensieri...
Pensavo di cambiare lavoro, ci sto provando ma sai com'è, non è così facile.
C'è crisi, nessuno ti assume più (vado al quinto,grazie)
Poi ormai ti fanno tutti contratti da un mese o due (mi preme il secondo,grazie)
E poi , diciamola tutta, ormai non c'è più nessuno che ti insegna un mestiere (scendo al terzo,grazie).
Pensieri e parole...P&P...
Tra l'altro in questo periodo sto scoprendo di avere una passione innata.
Mi piace guardare la gente che lavora.Ma non lavori normali, classici o da ufficio.
Lavori manuali.Che spettacolo.
Come mi piacerebbe fare adesso la vita che mi spetta tra una quarantina d'anni....
In giro alla ricerca di scavi ....
Fantastico...


2 commenti:

Akyery ha detto...

Sospiro. E niente più.

chiara ha detto...

..giustamente se ti metti il pigiamino alle otto...nn potresti desiderare altro...